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maggio 2019

Radio2Space at Effelsberg radio telescope: view of the entire radio telescope

Radio2Space al radiotelescopio Effelsberg, 100 metri di diametro

By | Novità & Eventi

Il team Radio2Space ha visitato il radiotelescopio Effelsberg in Germania che, grazie alla sua antenna parabolica da 100 metri di diametro, è uno dei più grandi radiotelescopi completamente orientabili al mondo! Il radiotelescopio Effelsberg, operato dal Max Planck Institute for Radio Astronomy di Bonn, è situato nella nella Renania Settentrionale-Vestfalia. Oggi è uno dei radiotelescopi più avanzati al mondo.

 

 

Il dott. Norbert Junkes (Press and Public Outreach, Max-Planck-Institut für Radioastronomie) ci ha mostrato il radiotelescopio in dettaglio portandoci con un ascensore a 50 metri da terra, proprio sotto la grande antenna. Poiché il radiotelescopio Effelsberg opera da 350 MHz a 86 GHz, l’antenna è stata progettata per mantenere una forma parabolica molto precisa anche con la deformazione a causa alla gravità quando viene ruotata in diverse direzioni.

 

Radio2Space al radiotelescopio Effelsberg: Filippo Bradaschia (direttore Radio2Space) subito sotto l'antenna da 100 metri

Radio2Space al radiotelescopio Effelsberg: Filippo Bradaschia (direttore Radio2Space) subito sotto l’antenna da 100 metri

 

Ad un livello inferiore, 4 enormi motori sono spostano l’asse di elevazione. Il radiotelescopio Effelsberg è completamente orientabile e questo significa che l’antenna da 100 metri può essere spostata di 360 gradi in azimuth e 90 gradi in elevazione, consentendo al radiotelescopio di essere puntato in qualsiasi direzione, fino all’orizzonte. Il movimento azimutale viene eseguito ruotando l’intera struttura (il tempo per una rotazione di 360° è di 15 minuti) che pesa 3200 tonnellate!

 

Radio2Space al radiotelescopio Effelsberg: Omar Cauz (capo progettista Radio2Space) con i motori di elevazione

Radio2Space al radiotelescopio Effelsberg: Omar Cauz (capo progettista Radio2Space) con i motori di elevazione

 

Di fronte al radiotelescopio Effelsberg si trova l’istituto con la sala di controllo direttamente di fronte all’antenna. Da qui i ricercatori controllano il radiotelescopio, con 8 schermi nella sala di controllo principale che permettono loro di avere in tempo reale tutti i dati scientifici. Siamo felici di vedere che, anche se si tratta di un software di radioastronomia professionale all’avanguardia, il nostro RadioUniversePRO per i radiotelescopi SPIDER ha alcune caratteristiche in comune!

 

Radio2Space al radiotelescopio Effelsberg: la sala di controllo di fronte al radiotelescopio

Radio2Space al radiotelescopio Effelsberg: la sala di controllo di fronte al radiotelescopio

 

Prima di visitare il radiotelescopio Effelsberg, cercavamo di immaginare le sue incredibili dimensioni, confrontandolo con altri radiotelescopi che avevamo già visitato. Ma ora, avendolo visitato in prima persona, siamo ancora più colpiti dalle dimensioni e dalla precisione di questo straordinario strumento per radioastronomia che è operativo da 50 anni ma che sembra nuovo. Grazie al team del radiotelescopio Effelsberg per averci fatto visitare questo incredibile strumento.

 

Radio2Space al radiotelescopio Effelsberg: immagine dell'intero radiotelescopio

Radio2Space al radiotelescopio Effelsberg: immagine dell’intero radiotelescopio

SPIDER 500A installed at the Sharjah Center for Astronomy & Space Sciences – SCASS (Dubai, UAE)

Orion A mappato dal radiotelescopio SPIDER 500A a Sharjah

By | Novità & Eventi

Il team Radio2Space ha completato l’installazione di un nuovo radiotelescopio SPIDER 500A al Sharjah Center for Astronomy & Space Sciences, vicino a Dubai negli Emirati Arabi Uniti e ora è il momento della prima luce. SPIDER 500A è un radiotelescopio da 5 metri che, grazie alla grande antenna e al ricevitore appositamente progettato per radioastronomia, offre una elevata sensibilità. Abbiamo quindi deciso di acquisire i dati da Orion A, la Nebulosa di Orione (M42) che emette anche onde radio alla frequenza di 1420 MHz (flusso 490 Jy) registrata dal radiotelescopio.

 

Orion A mappato dal radiotelescopio SPIDER 500A a Sharjah: il radiotelescopio SPIDER 500A usato per mappare Orion A.

Orion A mappato dal radiotelescopio SPIDER 500A a Sharjah: il radiotelescopio SPIDER 500A usato per mappare Orion A.

 

Orion A (nota in astronomia anche come M42) si trova a 1.500 anni luce dalla Terra e brilla perché è riscaldata dalle radiazioni ultraviolette delle giovani stelle chiamate “Trapezio” al centro della nebulosa stessa. Queste stelle riscaldano i gas circostanti che emettono onde radio generatrici. Nell’immagine in basso, radiomappa delle costellazioni Unicorno e Orione registrata dal radiotelescopio di 25 metri di diametro a Stockert, Germania (dal libro: Radioastronomia, introduzione al cielo invisibile. Cortesia: Patricia Reich e Wolfgang Reich, Max-Planck-Institut für Radioastronomie).

 

Costellazioni Unicorno e Orione registrata dal radiotelescopio di 25 metri di diametro a Stockert, Germania (dal libro: Radioastronomia, introduzione al cielo invisibile. Cortesia: Patricia Reich e Wolfgang Reich, Max-Planck-Institut für Radioastronomie)

Costellazioni Unicorno e Orione registrata dal radiotelescopio di 25 metri di diametro a Stockert, Germania (dal libro: Radioastronomia, introduzione al cielo invisibile. Cortesia: Patricia Reich e Wolfgang Reich, Max-Planck-Institut für Radioastronomie)

 

Il radiotelescopio SPIDER 500A Sharjah Center for Astronomy & Space Sciences è controllato da una sala di controllo vicino al radiotelescopio. Qui è installato il ricevitore H142-One, insieme al sistema di controllo e alimentatore dell’antenna, il tutto collegato a un computer con il software RadioUniversePRO per controllare il radiotelescopio, acquisire ed elaborare i dati. Nel primo pomeriggio, il team Radio2Space insieme al professor Ilias Fernini (Professore di fisica e astronomia al SCASS) e Issam S. Abujami (specialista IT e sistemi SCASS) ha allineato il radiotelescopio al cielo e ha puntato Orion A.

 

Orion A mappato dal radiotelescopio SPIDER 500A a Sharjah: nella sala di controllo durante la cattura. A sinistra, il ricevitore H142-One con l'unità di controllo e alimentazione di SPIDER 500A.

Orion A mappato dal radiotelescopio SPIDER 500A a Sharjah: nella sala di controllo durante la cattura. A sinistra, il ricevitore H142-One con l’unità di controllo e alimentazione di SPIDER 500A.

 

Il software RadioUniversePRO consente di definire con precisione tutti i parametri richiesti per un’acquisizione automatizzata di una radiomappa come la dimensione della mappa in gradi, la risoluzione e il tempo di integrazione per ogni pixel. Per questa prima luce è stato scelto di registrare una mappa 5×5° con una risoluzione di 0,7 ° e un’integrazione di 30 secondi per ogni pixel. Dopo circa 1,5 ore, la mappa radio è apparsa sullo schermo, evidenziando Orion A con il picco di emissione della Nebulosa di Orione a 1420 MHz. Usando l’apposita funzione di RadioUniversePRO abbiamo anche creato le curve di livello che sono state sovrapposte alla mappa (che potete vedere nell’immagine sotto).

 

Orion A mappato dal radiotelescopio SPIDER 500A a Sharjah: la mappa 5x5 gradi di Orion A registrata con il radiotelescopio SPIDER 500A.

Orion A mappato dal radiotelescopio SPIDER 500A a Sharjah: la mappa 5×5 gradi di Orion A registrata con il radiotelescopio SPIDER 500A.

 

Questa mappa di Orion A è un ottimo risultato per il radiotelescopio SPIDER 500A installato al Sharjah Center for Astronomy & Space Sciences e conferma l’alta sensibilità dell’intero sistema che consente a tutti di fare vera radioastronomia con un radiotelescopio completo e facile da usare. Il team Radio2Space con il professore Ilias Fernini e Issam S. Abujami hanno deciso di fare una foto di gruppo, con il risultato di questa prima luce!

 

Orion A mappato dal radiotelescopio SPIDER 500A a Sharjah: Filippo Bradaschia (sinistra) con il Professore Ilias Fernini (centro) e Issam S. Abujami (destra) dopo la cattura della prima luce.

Orion A mappato dal radiotelescopio SPIDER 500A a Sharjah: Filippo Bradaschia (sinistra) con il Professore Ilias Fernini (centro) e Issam S. Abujami (destra) dopo la cattura della prima luce.